English version  

 

La galleria fotografica realizzata con la tecnica della navigazione 3D ti permetterà di apprezzare anche i più accurati dettagli di alcune delle principali sale della Galleria d’Arte Moderna.

 

Per visualizzare le immagini a 360°, cliccare sulle miniature: è possibile muoversi all'interno della sala e zoomare a piacere su opere e dettagli utilizzando il mouse nei PC (tasto sinistro premuto), le dita su smartphone e tablet o premendo i pulsanti direzionali posizionati in basso sullo schermo.


Crediti: 
Fotografie Panoramiche a 360° di © Pietro Madaschi - www.360visio.com

Sala del Parnaso - SALA XVII (1° piano)

In questo sontuoso ambiente, un tempo sala da pranzo, si può ammirare, incorniciato dagli ornati all'antica e dalle due lunette a stucco con scherzi di amorini, opera di Grazioso Rusca, il grande affresco commissionato dal viceré Eugenio di Beauharnais ad Andrea Appiani. Il dipinto, terminato nel 1811 ed eseguito su ispirazione del grecista Luigi Lamberti, raffigura il dio Apollo sul monte Parnaso in compagnia delle nove muse. Si tratta dell'ultima opera nota dell'artista, che dimostra di aver guardato con interesse al Parnasodipinto da Raffaello nelle Stanze Vaticane, un modello che era già stato riproposto con successo nell'omonimo affresco di Anton Raphael Mengs nella Villa Albani di Roma, autentico manifesto della riforma neoclassica delle arti.

Francesco Hayez -SALA XII (1° piano)

Il massimo pittore italiano dell'Ottocento si formò a Roma, dove giunse dalla natia Venezia, respirando la temperie culturale e figurativa dominata da Canova. Dopo essersi stabilito a Milano, si guadagnò presto il ruolo di capofila della nuova scuola pittorica del Romanticismo storico. Le opere esposte nella sala testimoniano l'altissimo livello qualitativo raggiunto dal pittore nei ritratti di uomini e donne illustri del tempo. La magnifica immagine di Matilde Juva Branca, o i due ritratti della contessina Morosini da bambina e da giovane donna o infine la classica immagine di Alessandro Manzoni permettono di apprezzare la capacità di introspezione psicologica e il sapiente uso del colore, di matrice tizianesca, che fecero di Hayez un ritrattista in grado di reggere il confronto con il francese Ingres.

Il Romanticismo storico - SALA XVI (1° piano)

La pittura di soggetto storico nella seconda metà del secolo si allontana dalla lezione di Hayez per sperimentare nuove possibilità, ricche di inediti confronti col vero e di un uso spesso spregiudicato dei temi della storia nazionale per parlare di un'attualità in rapido mutamento. Da Eleuterio Pagliano, che attinge al fortunato filone della vita degli artisti del passato nella Morte della figlia di Tintoretto, all'esotismo della Cleopatra di Mosè Bianchi, fino alle sperimentazioni sul colore e la pennellata di Federico Faruffini, con la sua spregiudicata Lettrice, si arriva alla Scena medievale del macchiaiolo Vincenzo Cabianca. Anche la scultura percorre in questi anni nuove strade, come testimoniano la Leggitrice di Pietro Magni e la Fanciulla intenta a scrivere di Giovanni Spertini, improntate ad un'interpretazione moderna del dato naturale.

Novecento italiano - SALA IX (2° piano)

Umberto Boccioni e Giacomo Balla sono presenti con opere ancora divisioniste e con esempi del successivo passaggio al Futurismo, come evidenzia il confronto fra i due ritratti della madre di Boccioni, oppure il ritratto della Fidanzata al Pincio di Balla, presto seguito dalla Velocità d'automobile che è emblematica della ricerca sul movimento tipica dell'entusiastica adesione dell'artista all'avanguardia futurista. Le altre opere della sala illustrano invece gli esiti di ricerche di poco successive, improntate all'elaborazione di una pittura realista (Fausto Pirandello, Felice Carena) oppure le esperienze personali di due artisti presenti sia nella collezione Grassi, sia nella collezione Vismara: Giorgio Morandi e Arturo Tosi.

Il Giardino

Il giardino all’inglese della Villa, il primo a Milano, è una delle ragioni di maggiore ammirazione e novità per i visitatori contemporanei alla sua realizzazione. Progettato su commissione del conte Belgiojoso dall’architetto Leopoldo Pollack con la collaborazione del conte Ercole Silva, il giardino ricrea un paesaggio naturale dove la vegetazione, riappropriandosi delle vestigia della storia, lascia affiorare antiche rovine.