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Gaetano Previati
Calma (Quiete)
1900-1901 (?)
pastello su cartone telato, cm 111 x 76
firmato in basso a destra: «Previati»
Milano, Galleria d’Arte Moderna, donazione Nedda Mieli Grassi, 1958

Una giovane donna vestita di bianco passeggia in un prato dove due bambini giocano seduti nell’erba. I raggi del sole scaldano la scena dominata da un senso di profonda quiete e solo l’ombra di un oleandro, dalle forme vagamente orientali, protegge le figure dalla calura estiva.
Il pastello, acquistato da Carlo Grassi nel 1932 all’asta della collezione di Gaspare Gussoni e oggi esposto al secondo piano della Galleria d’Arte Moderna di Milano, rappresenta la replica in grande formato di Pace, olio su tela di un decennio precedente conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze.
Previati si accosta a un soggetto en plein air, assai vicino alle tematiche della pittura impressionista di Monet e Renoir, senza però rinunciare all’elemento materno, filo conduttore della sua prima produzione, di cui la GAM possiede alcune mirabili testimonianze (dalla Madonna dei crisantemi alla Madonna dei gigli, passando per Maternità).
A partire dal 1900 il pittore ferrarese trascorre numerosi soggiorni a Lavagna, piccolo villaggio della riviera ligure di Levante, durante i quali non potendo lavorare alle grandi tele di figura si dedica a piccole composizioni a pastello, che condurranno ai cosiddetti “paesaggi ideali” successivi di qualche anno. Qui la natura diviene sfondo emozionale, perdendo in parte i connotati naturalistici e virando verso un sentimento di quotidiana tranquillità sull’onda delle coeve ricerche simboliste.
La rigorosa pennellata a filamenti, tipica dello studio divisionista di Previati, lascia spazio a una resa atmosferica più intuitiva, in cui le figure divengono quasi astratte, perdendo la piena definizione dei contorni. Quest’effetto permette di cogliere gli aspetti luminosi del tramonto estivo, di cui si riescono a scorgere i riflessi nella nuvola rosata al centro della tela, unico elemento di differenza dall’olio di Palazzo Pitti.
Dopo essere stato pubblicato nel 1901 in un articolo di Domenico Tumiati sulla rivista «Emporium», Calma fu scelto da Alberto Grubicy tra le settantasei opere da esporre alla personale di Previati nel contesto della Biennale veneziana del medesimo anno. Nel catalogo dell’esposizione anche Vittorio Pica evidenziò le novità lumino-tecniche dell’opera, senza nascondere qualche perplessità sulle irregolarità del disegno, necessarie però a ottenere «quella poetica efficacia di sogno simbolico voluta da Previati».