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Antonio Tantardini

(Milano, 12 giugno 1829 - 7 marzo 1879)

Faust e Margherita (Il bacio) (1861)

Marmo, cm 120 x 75 x 85
firmato sulla base a sinistra, «ANT. TANTARDINI. | .MILANO.»


Il gruppo ritrae i due personaggi del Faust di Goethe, nel momento in cui Margherita, dopo aver strappato i petali al fiore che giace sul pavimento ai suoi piedi, si convince che Faust l’ama davvero, e cede infine alle sue lusinghe. 

La prima versione dell’opera fu eseguita nel 1861 per l’avvocato Giovanni Antona Traversi per la sua villa di Desio, ma fu presentata al pubblico nel 1864, ottenendo un notevole successo: Giovanni Camerana gli dedicò una poesia e Arrigo Boito un lungo articolo in cui interpretava il gruppo come un dialogo tra Scienza e Coscienza.

Il gruppo fu quindi ridotto di dimensioni e ribattezzato Il bacio: l’abbandono del riferimento goethiano per il titolo più generico – e accattivante – di Bacio affrancava l’opera anche dai significati filosofici che vi aveva visto Boito, liberando lo scoperto riferimento all’omonimo dipinto che ne costituiva la più diretta fonte di ispirazione: il Bacio di Hayez trionfalmente esposto a Brera nel 1859, di cui il marmo di Tantardini costituiva una straordinaria traduzione plastica.

Un’altra versione in marmo fu inviata all’esposizione di Monaco del 1869, dove fu acquistata dal re di Baviera, invaghitosi del soggetto, ma l’opera partecipò anche all’esposizione di Filadelfia nel 1876 e nel 1878 all’Esposizione Universale di Parigi con il titolo Il bacio, dove ottenne la tiepida approvazione di Paul Mantz, che tuttavia coglieva alcuni elementi chiave della scultura: l’abilità tecnica nell’esecuzione dei dettagli e nella resa quasi cromatica dei materiali, dalle calze a righe di Faust all’abito di raso di Margherita, come anche la dimensione estetizzante e neomedievale della scultura. 

Bibliografia: O. Cucciniello, in 100 anni. Scultura a Milano 1815-1915, catalogo della mostra a cura di P. Zatti, O. Cucciniello, A. Oldani, Officina Libraria, Milano 2017, pp. 106-107 n. 14.

Fotografia: Marilena Anzani © Aconerre