English version  



In occasione dei 150 anni dalla nascita di Giacomo Balla, personalità di fondamentale importanza per l’arte italiana del novecento, GAM dedica un focus di approfondimento a una delle opere più importanti del pittore: Bambina x balcone, che segna il passaggio dalla precedente produzione divisionista alle ricerche sul movimento che avranno pieno sviluppo nella fase futurista del pittore.

Già Umberto Boccioni riconobbe nelle opere dipinte nel 1912 l’evidente svolta stilistica di quello che era stato a Roma il suo maestro, scrivendo il primo gennaio 1913 all’amico Gino Severini: “Ha cominciato quattro quadri del movimento (veristi ancora) ma incredibilmente avanzati e stranissimi a paragone di un anno fa. È stato due mesi in Germania e deve aver visto con intelligenza. Ci ammira e condivide le nostre idee in tutto […] ha una volontà quasi vergine e intatta e lo spettacolo della sua coraggiosa evoluzione ha commosso me e Marinetti”.

Al centro di queste opere c’è lo studio del movimento e in particolare del “moto organico”, ossia la resa del movimento di un corpo, che include reazioni e contrazioni. Eseguito sul retro di una tela che reca un luminoso paesaggio risalente al 1897 circa, tuttora visibile, il dipinto raffigura la figlia maggiore di Balla, Luce, mentre corre sul lungo balcone di casa, ma il soggetto apparentemente quotidiano abbandona qualunque descrizione dei particolari. La sensazione del movimento è resa grazie alla ripetizione della figura secondo un preciso ritmo, che ne determina il movimento da sinistra verso destra, mentre la compenetrazione con la ringhiera, unico riferimento ambientale, sovrappone le linee rette alla figura, amplificando il ritmo della sequenza, come suggerisce il titolo stesso.
Anche la pennellata a tacche di colore pure sovrapposte accentua l’eliminazione dei contorni e conferisce quel senso di grande luminosità cromatica che caratterizza l’opera. L’utilizzo di colori vivaci e squillanti e la libertà di stesura sono sicuramente un’eredità della stagione divisionista, ma riflettono anche le sperimentazioni seguite al viaggio a Düsseldorf nel luglio del 1912, quando Balla poté visitare diverse mostre in cui sono esposte opere fauves.

In occasione della mostra mercoledì 15 dicembre alle ore 21.00 (e in replica fino al 23 dicembre) presso Cineteca Milano MEET si terrà la speciale proiezione del documentario BALLA. IL SIGNORE DELLA LUCE, prodotto da ARTE.it Originals in collaborazione con Rai Cultura, diretto da Franco Rado.
 

Galleria d'Arte Moderna di Milano
via Palestro 16 - 20121 Milano

ORARI DI APERTURA
Martedì - domenica 10.00 - 17.30
(ultimo accesso un'ora prima dell'orario di chiusura)
Chiuso lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio

BIGLIETTO INTEGRATO MUSEO / MOSTRA
• biglietto intero   € 5,00
• biglietto ridotto  € 3,00
Ingresso gratuito il primo e il terzo martedì del mese dalle ore 14.00.
E' consigliata la prenotazione online al seguente link, anche per i titolari di gratuità  https://museicivicimilano.vivaticket.it

Per i dettagli consulta la sezione  Orari e Tariffe  

ELENCO OPERE

Giacomo Balla
Bambina x balcone
1912, Olio su tela
Milano, Galleria d’Arte Moderna, Collezione Grassi

Giacomo Balla
Bambina x balcone (studio per il dipinto)
1912, Inchiostro su carta
Milano, Galleria d’Arte Moderna, Collezione Grassi

Giacomo Balla

Bambina x balcone (studio per il dipinto)
1912, Matita su carta
Milano, Galleria d’Arte Moderna, Collezione Grassi

Giacomo Balla
Bambina x balcone (studio per il dipinto)
1912, Matita, penna e inchiostro su carta
Milano, Galleria d’Arte Moderna, Collezione Grassi

Eadweard Muybridge
Lying prone and firing
(Plate 357 da The Animal Locomotion)
1887, Collotipo
Treviso, Collezione Dionisio Gavagnin

Eadweard Muybridge
Woman emptying bucket of water
(Plate 403 da The Animal Locomotion)
1887, Collotipo
Treviso, Collezione Dionisio Gavagnin

Armando Spadini
Via Paisiello (Casa di Balla)
1919, Olio su tela
Milano, Galleria d’Arte Moderna, Collezione Grassi

Mario Schifano

Gente che cammina
1964, Grafite e acquerello su carta
Milano, Museo del Novecento, Collezione Bertolini