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La Galleria d’Arte Moderna presenta dal 21 maggio al 4 settembre 2016 “Sei stanze, una storia ottocentesca”, un percorso dedicato alle opere pittoriche inedite provenienti dalle Collezioni del Museo. L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di UBS, partner GAM dal 2013, che sostiene il museo e le sue collezioni attraverso una programmazione dedicata alla valorizzazione e tutela del suo patrimonio.

Sei stanze accompagnano il visitatore alla scoperta delle raccolte d’arte e della loro formazione attraverso 62 capolavori mai esposti prima d’ora in un percorso compiuto e conservati nei depositi della Galleria d’Arte Moderna.

Un’opportunità per ammirare un “patrimonio nascosto”, per la maggior parte inedito al  pubblico, che documenta una vicenda di lasciti, donazioni e depositi in larga parte sviluppatasi dal penultimo decennio del XIX secolo, e che vede come  protagonisti Francesco Hayez, Vittore Grubicy de Dragon, Domenico e Gerolamo Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Gaetano Previati e altri.

E’ a questa storia che l’esposizione intende dare testimonianza attraverso la ricchezza di un patrimonio nascosto e dei suoi nuclei più significativi tanto dal punto di vista artistico, quanto dei legami con le vicende della città, della sua evoluzione culturale e sociale.

L’esposizione si articola in sei sezioni che indagano i temi più cari alla ricerca figurativa ottocentesca quali il Ritratto, la Veduta e il Paesaggio, la Scena di genere, la Natura morta, e infine un approfondimento dedicato alle correnti artistiche del Realismo e del Simbolismo.

Galleria D'Arte Moderna di Milano
via Palestro 16 - 20121 Milano


ORARI DI APERTURA
Martedì - domenica 9.00 - 17.30
(ultimo accesso 30 minuti prima dell'orario di chiusura)
Lunedì chiuso.

Ingresso incluso nel biglietto del museo.
Per i dettagli consulta la sezione  Orari e Tariffe


Ingresso gratuito alla mostra e al museo:

in occasione di Domenica al Museo
domenica 5 giugno
domenica 3 luglio


LE SEI SEZIONI DELLA MOSTRA

Il Ritratto

Le prime due sale - dedicate al Ritratto dalla fine del Settecento ai primi decenni dopo l’Unità d’Italia, rivelano lo sviluppo del genere a partire dal ritratto neoclassico ufficiale e di rappresentanza, all’attenzione crescente per l’interpretazione psicologica in cui veridicità descrittiva ed indagine emotiva si fondono nella rappresentazione quotidiana e realistica di richiamo impressionista.

La Veduta e il Paesaggio

La terza sezione propone vari esempi di Paesaggi e vedute dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli inizi del Novecento, quando la sperimentazione materica si rivolge a definire al meglio le diverse condizioni fisiche ed atmosferiche dei luoghi e allo stesso tempo restituirne un senso più profondo.

La Pittura di genere

A lungo considerata “minore”, la Pittura di genere – protagonista della quarta sezione -  riscuote uno specifico interesse da parte della committenza del  XIX secolo, per la particolareggiata rappresentazione di scene ed eventi tratti dalla vita quotidiana, con protagonisti anonimi, borghesi o popolani, occupati in faccende domestiche in interni, così come in momenti di lavoro. 

La Natura morta

La quinta sezione del percorso è dedicata alla Natura morta: un genere che nella seconda metà dell’Ottocento incontra una rinnovata fortuna soprattutto a Milano, capitale del regno Lombardo-Veneto, dove la nuova classe borghese e imprenditoriale, in forte ascesa sociale, si fa committente di nature morte con fiori, frutta e più raramente animate dalla presenza di animali, impreziosite dall’inserimento di vasellame e altri oggetti di uso quotidiano, per arredare le dimore e, allo stesso tempo, esaltare il proprio status economico e sociale.  

Realismo e Simbolismo

Il percorso si conclude con la sala dedicata ad alcuni tra i più interessanti protagonisti del Realismo lombardo dove l’indagine sociale, le problematiche e drammi contemporanei sono al centro della narrazione realista a cui fa da contraltare la grande stagione artistica del Simbolismo, in cui le regole della composizione  e della resa pittorica vengono rivoluzionate da immagini nuove e affacciate al nuovo secolo.