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Studi e ricerche

La manutenzione e la conservazione sono funzioni primarie del museo. È grazie ad esse che il patrimonio artistico viene salvaguardato e trasmesso

La Galleria d'Arte Moderna è oggetto di studio e promotore di studi e ricerche. Confronta le pubblicazioni sul museo e del museo

Dettaglio della scultura Fanciulla intenta a scrivere di Giovanni Spertini

Studiare il patrimonio significa conoscere le scelte del passato ed essere consapevoli di ciò che si sta trasmettendo al futuro

La GAM, quale capofila della Rete, coordina un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico lombardo dell'800 con attività di studio e ricerche

Compito principale dell’istituzione museo è conservare le proprie opere, il che non significa limitarsi a chiuderle in un luogo protetto entro cui lasciar scorrere passivamente il tempo, ma essere consapevoli della loro identità, definita tanto dalla storia creativa che le ha prodotte quanto dalla storia conservativa che le ha portate fino a noi, e che è determinata in primo luogo dal museo stesso, il quale, scegliendo che cosa esporre, che cosa sottrarre al percorso di visita e in quali condizioni conservare ciò che è stato omesso, seleziona di fatto quale parte della collezione ha diritto alla permanenza e alla trasmissione nel tempo.
A illustrare l’incidenza delle scelte del museo sul proprio patrimonio è la storia novecentesca dei gessi della Galleria d’Arte Moderna, sepolti per decenni sotto una coltre di polvere che ne ha fatto una massa di materia invariata, in cui era messa a rischio persino la sopravvivenza di opere della massima importanza, come il gesso preparatorio per la Ebe di Antonio Canova, capolavoro neoclassico della Galleria, o quello per il  monumento alle Cinque Giornate di Milano del dimenticato padre della scultura italiana moderna. Riportate all’integrità attraverso importanti restauri e tornate a pieno titolo all’interno del percorso espositivo, queste statue testimoniano l’impegno conservativo che caratterizza oggi la GAM.
Il deposito, luogo significante della ricerca e raccolta di fonti per la storia dell’arte, è rimesso definitivamente al centro del sistema museo; oggetto di studio è sia ciò che esso conserva, sia ciò che è andato irrimediabilmente perduto e che va a delineare una sorta di mappa delle assenze, fondamentale per comprendere le logiche e i gusti del passato, ma anche le strategie d’intervento per il futuro delle collezioni.