Le sale della Collezione Grassi allestite da Ignazio Gardella

 

Collezione Grassi

 

Collocata al secondo piano con lo storico allestimento di Ignazio Gardella, entra a far parte delle raccolte civiche milanesi nel 1956 a seguito della donazione voluta da Nedda Grassi in memoria del figlio Gino, caduto ad El Alamein per la Patria.

Le opere degli artisti francesi vengono acquistate quando ancora la fortuna di Renoir, Van Gogh, Manet, Millet, Courbet non li ha resi proibitivi per un collezionista privato che, con sicurezza di gusto, vi accosta nella sua raccolta opere di moderni italiani come Fontanesi, Carnovali, Fattori, Favretto, Segantini, Spadini.

Carlo Grassi, ricco uomo d’affari, monopolista del tabacco al Cairo, raduna nella sua casa a Lora (Como) una raccolta di oggetti pregiati come tappeti, porcellane cinesi, argenterie, pitture moderne, oltre a oggetti provenienti dagli scavi condotti in Egitto.
Qui Grassi conosce la moglie Nedda, cui si deve la donazione delle opere al Comune di Milano, e frequenta personaggi del calibro di Filippo Tommaso Marinetti. Indagando nella vita di quest'ultimo è possibile individuare analogie tra le vicende umane di questi due rappresentanti della cultura italiana del Novecento. La guerra è centrale nelle due biografie: entrambi partono per il fronte e Grassi perderà in battaglia anche l'unico figlio.

 

ATTENZIONE: dal 3 novembre 2010 i seguenti dipinti facenti parte della Collezione Grassi sono stati trasferiti al nuovo Museo del Novecento presso l'Arengario di piazza Duomo

 

> Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone, 1912, olio su tela (inv. Grassi n. 003)

> Renato Guttuso, Uomo che dorme, 1938, olio su tavola (inv. Grassi n. 058)

Approfondimenti:

 

G. Nicodemi (a cura di), Il dono di Carlo Grassi al Comune di Milano in memoria del figlio Gino, Stab. Tip. R. Scotti, Milano 1962

 

L. Caramel, C. Pirovano, Galleria d'Arte Moderna. Padiglione d'Arte Contemporanea. Raccolta Grassi, Electa, Milano 1973

 

M. Fratelli, Carlo Grassi, in Giorgio Morandi. Collezionisti e amici, Fai-Skira, Milano 2008, pp. 120-121